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GLI STRUMENTI DELLA COMUNICAZIONE AMBIENTALE

Lavorare e comportarsi in modo sostenibile è una condizione necessaria per rimanere competitivi sul mercato. Comunicare efficacemente il proprio impegno permette all’impresa d’ imboccare la via referenziale per costruire identità, fiducia e reputazione.

Ma farlo nel modo corretto richiede un’attenta pianificazione.

Una volta che si è stabilito quali siano le parti interessate da raggiungere con la comunicazione, ovvero quali siano gli stakeholder, è importante scegliere lo strumento più idoneo. Per far questo la prima domanda da porsi è: si comunica sull’azienda o sul prodotto? Gli strumenti sono infatti molto differenti.

Se si vuole comunicare la sostenibilità della propria azienda, le possibilità sono quelle di “raccontare” la politica di medio termine, le azioni, gli indicatori mediante un Rapporto di Sostenibilità oppure mostrare la sistematica attenzione alla gestione ed alla prevenzione dei rischi mostrando le certificazioni di sistema.

Quando invece il protagonista della comunicazione diventa il prodotto, i sistemi sono un po’ più complessi perché le tipologie di strumenti a disposizione si moltiplicano.

La prima distinzione da fare è quella tra i marchi riconosciuti a livello nazionale o internazionale (ad esempi, da un ente di certificazione pubblico o privato), e i claim sviluppati autonomamente dai produttori.

I marchi ambientali si distinguono essenzialmente in due tipi: quelli basati su principi di eccellenza - quindi in base al rispetto di determinati requisiti –  o di trasparenza – sulla base di una scelta volontaria per comunicare apertamente.

Tra i marchi di eccellenza più noti, almeno in Europa,  c’è l’Ecolabel che può essere attribuito ai prodotti che rispettano requisiti ambientali minimi stabiliti da regolamenti della Commissione Europea.

I marchi di trasparenza sono quelli più “tecnici” tra tutti, perché prevedono di comunicare i risultati di uno studio LCA del prodotto in modo da informare il consumatore sulle prestazioni ambientali ed, eventualmente, supportare il confronto con prodotti simili. Tra questi sono certamente rilevanti l’International EPD System di cui parliamo in questo articolo: EPD, quando e come usarla, e il progetto Product Environmetal Footprint (PEF) della Commissione Europea.

Ai claim sviluppati dai produttori, invece, abbiamo dedicato un intero articolo: Greenwashing. L’insostenibile leggerezza della comunicazione mendace

Come vedete la scelta degli strumenti è articolata e il rischio di commettere degli errori è alto.

 

Il consiglio di LCE

Utilizzare strumenti coerenti con norme internazionali e, quando possibile, far certificare i risultati da organismi accreditati per farlo.

 

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