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CIRCULAR DESIGN E SOSTENIBILITA’ DI PRODOTTO

“Immaginate (…) un edificio come una specie di albero. Esso purifica l’aria, accumula l’energia solare, produce più energia di quanta ne consumi, crea un riparo e un habitat, arricchisce il suolo, e cambia al mutare delle stagioni.” – Mc Donaugh-Braungart

L’economia circolare si sta ormai diffondendo con applicazioni diverse e innovative in ogni ambito produttivo, in risposta a un bisogno sempre più diffuso di risolvere i problemi ambientali creati dal sistema economico lineare che conosciamo.

In questo contesto il Circular Design, è una metodologia progettuale che si occupa di sviluppare prodotti e processi inseriti in un modello di economia circolare, pensando sin dall’inizio al modo in cui le varie componenti del prodotto possano, una volta giunte a fine vita, essere riutilizzate nello stesso o in altri cicli produttivi. Il focus non è più il singolo prodotto, ma l’intero sistema che tende ad essere progettato per far sì che tutti gli scarti generati durante le varie fasi del ciclo di vita possano diventare risorse per altre attività e processi. L’ispirazione è al mondo naturale dove non esiste il concetto di rifiuto ma tutto viene rigenerato in un flusso continuo di materia ed energia.

Oggi possiamo indossare tessuti ricavati da scarti agricoli o dal riciclo di bottiglie di plastica e reti da pesca.

Camminare con scarpe che una volta logore potranno essere compostate e quindi ritornare ad essere nutrimento per il terreno.

Sciare con materiali 100% da fonti rinnovabili e riciclate, che un giorno potranno essere completamente recuperati per dare vita a nuovi oggetti.

Questi successi segnano oggi un cambiamento epocale nel modo di pensare ai prodotti “sostenibili”. Il Design per la sostenibilità è entrato infatti in una nuova era, in cui ai tradizionali concetti di prevenzione e riduzione si affianca una spinta creativa che intende valorizzare le risorse attraverso cicli virtuosi.

Non ci si limita più quindi a considerare i prodotti come destinati all’uso per poi diventare rifiuti, ma come a preziose risorse che, una volta terminato il proprio utilizzo primario, siano pronte a dar vita ad altri prodotti.

Questo nuovo modo di concepire la sostenibilità di prodotto è frutto di un lungo cammino, iniziato a partire dagli anni Settanta del secolo scorso.

Un cambio di rotta importante è stato segnato dal passaggio dal concetto di eco- efficienza a quello di eco-efficacia: ovvero dal fare di più con meno, al fare in maniera differente e innovativa secondo un approccio sistemico che si ispira ai meccanismi di funzionamento della natura.

Questo è avvenuto perché col tempo è diventato sempre più chiaro che le varie strategie volte all’eco-efficienza non erano più sufficienti per gestire lo sfruttamento delle risorse e la generazione di inquinamento su un pianeta limitato, in cui i famosi limiti dello sviluppo sono ormai stati superati.

L’ispirazione per un nuovo modello è arrivata rivolgendosi al mondo naturale: per usare le parole di Janine Benyus, questo cambiamento “ci introduce in un’era basata non più su ciò che possiamo estrarre dalla natura, ma su ciò che possiamo imparare da essa”.

Negli anni Novanta il noto economista belga Gunter Pauli introduce il concetto di Blue Economy: un’economia in grado di affrontare le problematiche della sostenibilità al di là della semplice conservazione, il cui scopo “non è investire di più nella tutela dell’ambiente ma di spingersi verso la rigenerazione”.

Si arriva così oggi a parlare di Economia Circolare, ovvero di un sistema produttivo eco-efficace che sia rigenerativo e ricostitutivo, nei fini e nei mezzi. È qui che il concetto di eco-efficacia trova la sua massima realizzazione: un cambiamento culturale, sociale ed economico che trasforma il concetto di fine vita del prodotto, rivedendo l’intero ciclo produttivo. Il rifiuto cessa di essere tale, l’output diventa nuova materia disassemblata e ottimizzata per rientrare in un ciclo, sia esso produttivo o naturale, secondo una prospettiva olistica che prende in considerazione ogni aspetto di qualsiasi processo produttivo.

Il design sostenibile si avvicina quindi sempre di più a quello auspicato da Viktor Papanek quasi 50 anni fa, in cui i beni prodotti realizzati dall’uomo sono connessi e ispirati al mondo naturale.

Progettare per un’Economia Circolare o Blu adottando un approccio sistemico ha il grande obiettivo non solo di superare le problematiche ambientali, ma di valorizzare la materia e l’energia che utilizziamo (up-cycle) per la produzione dei beni e dei servizi, arrivando alla completa attuazione della sostenibilità.

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